Gratis e qualità

 - by davide

Prima di cercare di capire se il gratis influenza direttamente la qualita? di un prodotto, bisogna definire cosa si intende per qualita?: distinguere i gusti da prodotti oggettivamente di ottima fattura. Prodotti, come ad esempio la free press che sono largamente popolari sono decisamente meno approfonditi rispetto alla stampa tradizionale. In questo senso si inquadra la questione sul gratis: non sempre la qualita? e? ricercata, spesso, come nel caso di Ryanair e della free press, i consumatori vogliono solo pagare il meno possibile. Almeno un certo tipo di consumatori, particolarmente attento al prezzo e interessato al servizio e basta, senza confort aggiuntivi: un lettore di Metro e? interessato alle notizie, ma magari non nutre lo stesso interesse verso articoli di commento o di approfondimento; un viaggiatore di Ryanair vuole semplicemente andare a Londra, non gli interessa che il viaggio sia particolarmente comodo o avere altri tipi di confort (o fringe benefit). e? lo stesso motivo che spinge la gente a partecipare a couchsurfing, quello che interessa non e? la vasca idromassaggio, ma piuttosto la compagnia, i racconti e le storie di una citta? che non si conosce, senza badare troppo al divano o il materasso su cui si dormira?.

Chi invece vuole la garanzia di un bene di lusso (non accessibile da tutti) o di prestigio e? disposto a pagarlo e anche profumatamente.

Gratis a volte vuol dire avere limitazioni che possono essere di scelta (come nel caso dei prodotti omaggio) o di funzionalita? (come nel caso di programmi in prova). La scelta da parte di un produttore o di un distributore di vendere un bene a costo zero puo? essere dovuto a eccedenze di magazzino o a meccanismi di marketing: offrendo solo un tipo o una linea di prodotto a un prezzo speciale (o nullo) si attira l’attenzione anche verso quei prodotti che invece sono a pagamento. In questo caso pero? non c’e? una diretta conseguenza tra gratis e bassa qualita?.

E’ piu? chiaro invece come la qualita? si abbassi con i prodotti in prova, limitati nelle funzionalita? o nel tempo. O ancora con versioni freeware di software venduti anche in versione a pagamento, anche se anche in questo caso ritorna il tema dell’utilita? che un utente attribuisce a un prodotto e il relativo grado di soddisfazione. Nel modello del freemium, si evidenzia come il bacino degli utenti in certi tipi di servizi sia diviso in due categorie, una pagante con un servizio migliore e una non pagante con un servizio spesso incompleto. Questa sembra essere un’ottima soluzione, a patto che si riescano ad identificare i diversi gruppi di utenti e i diversi interessi. Questo modello che sembra funzionare bene con internet (vedi last.fm e flickr) deve pero? ancora verificare la propria sostenibilita? dal momento che non c’e? nessuna regola che dice che per un certo numero di utenti che usufruiscono del servizio gratuitamente, ci debbano per forza essere utenti paganti, anche se e? generalmente identificabile la domanda di beni di diverse fasce in base a prezzo e confort (o lusso). Il modello freemium estremizza semplicemente la discriminazione.

Il volontariato non comporta sempre bassa qualita?, il gratis in questo caso e? pero? limitato alla mancanza di garanzie, bisogna prendere quello che si riceve senza contrattare (come dice il detto, a caval donato non si guarda in bocca). Manca in quest’ottica la possibilita? di personalizzare da parte dei prodotti gratuiti o donati. Spesso questa e? anche una tecnica di marketing: ti regalo un prodotto con funzioni limitate e poi ti faccio pagare per le funzionalita? avanzate.

I consumatori hanno la percezione del gratis come corrispondente di una bassa qualita? perche? spesso i produttori, per permettersi di commercializzare un prodotto a costo zero giocano al risparmio sui materiali di costruizione, come nel caso dell’albergo Daspark. Anche se il costo zero (o la possibilita? di scelta di non pagare) in quei casi definiti esperimenti di gratis non vuol dire sempre scarsa qualita?, come nel caso dei Radiohead, o dei ristoranti pay as you wish.

A prima vista, quindi, sembra possibile classificare i prodotti gratuiti come di basso livello, a cui si puo? preferire un prodotto di fascia alta a pagamento, ma l’open source e i free software stanno mettendo in dubbio quella che finora era una certezza.

L’open source relativo al software sembra uno dei pochi ambiti dove gratis puo? voler dire anche eccellenza. Apache e GNU/Linux sono i maggiori esempi di questo fenomeno. Quello che cercando di perseguire le imprese che invece sviluppano software proprietario sono logiche di lock-in, non permettendo ai propri utenti di realizzare prodotti compatibili con queste piattaforme. Sono molte le imprese che decidono di abbracciare ottiche open source, ma sono altrettanto quelle che non lo fanno per problemi di compatibilita?.

Wikipedia e la peer production stanno ponendo forti interrogativi sui metodi produttivi e sulla gestione della conoscenza. Queste piattaforme sociali stanno cambiando anche i metodi di valutazione della qualita? della conoscenza. Wikipedia e? spesso comparata con l’Enciclopedia Britannica e viene spesso sottoposta a confronti tra voci scientifiche per controllarne l’attendibilita?. La differenza pero? sta nella dinamicita? della prima rispetto alla Britannica e alle enciclopedie tradizionali, alla pubblicazioni di errori Wikipedia puo? essere subito corretta, da chiunque, mentre la Britannica deve aspettare fino all’edizione successiva. Wikipedia ragiona su grandi numeri, su quella che Chris Anderson ha definito coda lunga: non e? una questione qualita? e quantita?, e? una questione di qualita? media e quantita?. Prese singolarmente le voci potrebbero essere talvolta carenti, altre volte eccellenti, ma considerate nell’insieme si puo? considerare qualitativamente questa enciclopedia un buon prodotto, ai livelli, se non superiore ai concorrenti a pagamento. Se da un lato non si puo? quindi associare direttamente il gratis a un livello di qualita?, e? possibile definirlo come un compromesso. Se si decide di scendere a compromessi allora il gratis puo? diventare una scelta, ma bisogna fidarsi, comprendere e analizzare, perche? dietro al gratis ci sono spesso altre facce a pagamento. Il gratis deve ancora vincere lo strato di diffidenza dal quale e? avvolto, deve, appartenendo alla cultura del dono, confrontarsi ancora in ambiti legali e di giustizia. Il copyleft infatti, nonostante sia un grande passo avanti per la gestione e la diffusione della proprieta? intellettuale deve ancora verificare la propria forza nelle aule di tribunali.

Il gratis si sta evolvendo e il fatto che non sia piu? solo il marketing ad averne capito e sfruttato il potenziale e? un passo avanti verso nuovi ed interessanti modelli basati sull’economia del dono. Il fatto pero? che gratis e marketing siano ancora fortemente associati e? un po’ un limite e bisognera? capire se la concezione che la gente ne ha possa cambiare. Con questo cambiamento verrebbero piu? facilmente accettati i compromessi che il gratis comporta. Anche se non tutto potra? diventare gratis.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...