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Volare gratis? No, ma in compagnia costa meno
- by davide
L’iniziativa interessante di social flights è quella di organizzare voli per diverse destinazioni, una volta raggiunto un numero minimo di partecipanti. Il concetto è un po’ quello che regola i trasporti in gran parte dell’africa: si parte solo quando il pulman è pieno (e chi è andato in africa sa cosa vuol dire in termini di tempo “fino a che non si riempie”, tanto da comprare anche più di un biglietto pur di velocizzare la partenza).
Finora hanno preso il volo 12 aerei con questa modalità, con un risparmio pro capite sulla tratta intorno al 40%. Il servizio è ora disponbile solo negli Stati Uniti.
Per maggiori informazioni www.socialflights.com
Quanto costa un matrimonio? ZERO!
- by davide
Quando ci si decide a sposarsi si sa che ci sarà da affrontare una spesa non da poco. Non tutti hanno le possibilità economiche per sostenere il costo della cerimonia e, nonostante questo, nessuno vuole rinunciare al suo giorno più bello. Se è vero che la necessità aguzza l’ingegno, allora anche a questo c’è rimedio. La soluzione viene dagli Stati Uniti, patria quanto mai nota per le sue stravaganze, ed è stata esportata anche nel nostro Paese.
Si tratta degli sponsor. In pratica dovete pensare la vostro matrimonio come ad un evento economico e cercare di radunare quanti più investitori possibili che vogliano stanziare una quota per farsi fare pubblicità nel giorno delle vostre nozze.
Gli sponsor: come organizzarli e come si fa a risparmiare
Avete mai ragionato su quanti “piccoli imprenditori” ingaggiate per il vostro matrimonio? Il primo di tutti è il fotografo che mette a disposizione la propria professionalità e che, salvo casi particolari, lavora da solo o, al massimo, si appoggia ad un ragazzo di fiducia.
E le bomboniere? Che le acquistiate presso un rivenditore o che le facciate preparare a mano da un laboratorio, dietro c’è sempre un soggetto economico interessato ad espandere il proprio bacino di clienti. Non c’è matrimonio degno si essere chiamato tale senza un adeguato addobbo floreale. Ecco un’altra categoria da tenere in considerazione. Bene, ora considerate che tutte queste persone – intendendo il termine nel suo senso più esteso – traggono vantaggi dallo stipulare con voi un contratto che gli garantisce un entrata pecuniaria e che il loro guadagno potrebbe aumentare in modo esponenziale se riuscissero a far conoscere i propri servizi ad altri e, magari, ad aumentare la propria cerchia di richiedenti.
La questione è questa: voi fate pubblicità a chi vi eroga il servizio in cambio del servizio stesso. Sembra una proposta audace, invece non lo è. Una giovane coppia di sposi italiani, Daniela e Rubens, ha, infatti, da poco organizzato le proprie nozze a costo zero. In genere, le cose funzionano in questo modo: il vestito da sposa e quello da sposo hanno ben visibili i nomi degli atelier che glieli hanno confezionati; il fulminino di nozze termina con i particolari ringraziamenti allo studio fotografico che l’ha girato e l’album fotografico porta sulla copertina il nome dello stesso studio. I fiori non sono raccolti in anonimi veli di tulle ma chiusi con nastrini recanti l’indirizzo e il negozio del fioraio.
A chi rivolgersi?
I modi per trovare gli sponsor sono due. Se abitate in un centro piccolo, allora potete rivolgervi ai commercianti direttamente, andando da loro e formulandogli vis à vis la proposta. Se questo non è possibile, aprite un blog e mettete nero su bianco ciò che state cercando. Attendete di essere contattati e poi procedete. Muovetevi in tempo, però! Non aspettate tre o quattro mesi prima dalla data delle nozze, ma cominciate a organizzarvi almeno un anno prima!
Nissan, il valore dello zero
- by davide
Il valore dello zero è un veicolo di marketing, nel vero senso della parola. Nissan infatti fa la promozione del modello Leaf 100% elettrico attraverso l’uso di elementi naturali che rappresentano lo zero.




Conclusioni
- by davide
Sull’onda del non profit, del volontariato e del peering, sempre piu? imprese stanno facendo spazio al gratis all’interno dei propri modelli di business. Per ideali, convinzioni o costrizioni sempre piu? aziende si vedono costrette a rivedere il proprio modello di fare impresa, improntandolo sulla distribuzione gratuita di beni o servizi.
La produzione, specialmente in settori dove vengono prodotti beni informativi o beni conoscenza, sta conoscendo nuovi modi di produrre, collaborare e condividere: e? quello che abbiamo definito peering, dove produttori e consumatori si incontrano in quello che e? stato definito prosumo (commistione dei termini inglesi producer e consumer). Questa nuova modalita? ha alla base motivazioni di tipo altruistico, volontaristico e caritatevole. Ma anche motivi reputazionali (come l’egoboo, l’espressione colloquiale che indica il piacere di essere riconosciuto pubblicamente per il lavoro volontario) o idealistici (come la filosofia alla base del software libero e dell’open source).
La promozione e il marketing hanno portato esempi e motivazioni di tipo economico: utilizzare l’attrazione esercitata dal gratis sui consumatori per far aumentare le vendite. Il mecenatismo e? stato analizzato come una modalita? particolare di promozione reputazionale dove il fine dell’operazione e? quella di aumentare la visibilita? del brand o dell’autorita? e di associarne particolari valori.
Il gratis spinge le aziende a sperimentare modi nuovi di fare impresa o ad applicare modelli funzionanti in altri settori. Gratis in cambio di pubblicita?, gratis in cambio di informazioni personali o tecniche: e? l’affermarsi dei mercati multi-sided. e? un gratis che qualcuno paga e che tutti, in qualche modo scambiano per qualcosa. Se a pagare non e? il diretto fruitore, come nel caso del lettore di Metro o uno spettatore di Mediaset, il costo della produzione del bene informativo o di intrattenimento e del costo della distribuzione e? a carico di altri attori; in questo caso della pubblicita?. Ai lettori e spettatori viene chiesto solo il compromesso di concedere la propria attenzione alle pubblicita? che accompagnano questi beni gratuiti. La pubblicita? si declina in forme diverse, dall’inserzione diretta alla raccolta di informazioni personali che permettono poi agli inserzionisti di poter raggiungere in modo preciso il target prescelto.
Gratis puo? voler dire gratis davvero, a volte, ma non per tutti. e? quello che abbiamo definito freemium, la discriminazione del prezzo che offre un bene gratuitamente a una larga base di utenti e a pagamento a una minoranza particolarmente attenta ai servizi aggiuntivi o a confort (fringe benefit). Con i sussidi incrociati invece a pagare e? sempre l’utente finale, che percepisce qualcosa gratuitamente ma poi deve pagare il servizio o una serie di servizi collaterali.
Quanto costa il gratis? Esiste davvero qualcosa di gratuito?
Il gratis esiste, anche in forme pure, dove al fruitore non e? chiesto nessun tipo di compromesso o di scambio. Come e? stato analizzato dai numerosi esempi, non e? sempre facile incontrare questo tipo di gratis, spesso dietro al costo zero si nascondono altri costi o dei compromessi. Quindi il gratis esiste, ma non per tutti. In ogni caso, qualcuno deve pagare. La differenza che abbiamo notato e? una generale tendenza a diverse modalita? di fruizione e pagamento: a pagare non e? piu? sempre e solo il consumatore finale.
La questione intorno al gratis e? il non sapere misurare il valore di un prodotto gratuito. Come abbiamo visto infatti, anche la qualita? non e? direttamente condizionata dal costo zero, ma comporta una serie di compromessi. Quanto vale Linux, che molti clienti hanno accettato in dono, ma che non ha conto economico, perche? non puo? essere ne? comprato ne? venduto? Nessuno oserebbe dire che non vale nulla. Ma in realta? non si sa come misurarne il valore.
Perche? l’abitudine e? limitata a misurare solo il valore di cio? che si compra e si vende.
Cio? che bisogna imparare dall’economia del dono, dal volontariato e dall’open source e? che in uno scambio a costo zero, a prevalere e? l’attore che, attraverso il gesto di amicizia e di liberalita?, ha conquistato i suoi clienti.
Secondo l’antica logica del prezzo il ragionamento dovrebbe proseguire in questo modo: l’attore cosi? avra? in futuro l’opportunita? di vendere a questi clienti dietro corrispettivo. Avendo cosi? il suo ritorno economico. In questa lettura, l’economia del dono e? riportata alla luce, ma e? ancora vista come un rinforzo od un supporto all’economia dello scambio dietro corrispettivo.
In realta?, sembra oggi possibile fare un ulteriore passaggio. L’economia del dono vale di per se?, perche? il ritorno non sta nei beni che si vendono dietro corrispettivo ai clienti conquistati con il dono. Sta, piu? semplicemente, nel parco clienti acquisito. e? il parco clienti ad aver di per se? valore economico.
Questa ricchezza puo? essere messa a bilancio, remunerata dagli investitori. Il valore non e? dato dai beni e il loro futuro ricavo, ma e? funzione dei clienti stessi.
Se questo e? difficile da comprendere nei termini dell’economia che fa dello scambio monetario il suo cardine, appare perfettamente chiaro alla luce dei fondamenti dell’economia del dono.
Il denaro e? un mezzo, non e? il fine. Non conta avere guadagnato se si ha un brutto rapporto con i propri clienti. Il potere sta nel consenso conquistato, nel peso strategico.
Il gratis pero?, e? un modello per certi versi rischioso e deve ancora verificare la propria sostenibilita?. Anche se sta gia? emergendo da quel limbo che lo ha sempre associato alla truffa e nonostante ci siano ancora dei limiti per quanto riguarda il rispetto del gratis sembra che la percezione che ne hanno i consumatori stia cambiando. E come i consumatori anche le aziende, adottando nuovi modi produttivi e aprendosi a rapporti collaborativi con i propri consumatori.
Sono ancora da verificare le soluzioni legali adottate per la protezione, la diffusione la condivisione di prodotti generati dalla conoscenza comune e sono anche da considerare basilari le decisioni in materia giuridica che i diversi stati prenderanno in merito.
Quanto costa quindi il gratis? Non sappiamo attribuire un valore preciso al gratis, ma siamo arrivati a definire quali sono gli elementi che non potranno mai essere corrisposti a costo zero: immediatezza, personalizzazione, interpretazione, garanzia e certificazione, mecenatismo, reperibilita?, lusso.
Cosa pagare tantissimo
- by davide
- Immediatezza. Prima o poi tutti potranno procurarsi una copia gratuita di qualunque cosa, ma riceverla nel momento esatto in cui e? stata prodotta e? un valore generativo. Molte persone vanno al cinema la sera della prima, e pagano un biglietto per vedere un film che poco dopo sara? disponibile in rete praticamente gratis. Anche la prima edizione di un libro o il primo esemplare della serie spesso giustificano un prezzo extra. Come qualita? vendibile, l’immediatezza si articola su piu? livelli, a cominciare dall’accesso alle versioni beta. I fan qui vengono coinvolti nello stesso processo generativo. Spesso si da poco valore alle versioni beta perche? sono incomplete, pero? hanno delle qualita? che e? possibile vendere. L’immediatezza e? un termine relativo, e deve adattarsi sia al prodotto sia al pubblico. Un blog ha un significato temporale diverso da quello di un film o di un’automobile. Ma l’immediatezza si puo? trovare in qualsiasi prodotto.
- Personalizzazione. In rete si puo? scaricare un concerto gratis, ma forse qualcuno sarebbe disposto anche a pagare per avere una versione che suoni perfettamente nel proprio salotto. Allo stesso modo, la copia gratuita di un libro puo? essere personalizzata dall’editore in modo da seguire i gusti del lettore, oppure un film puo? essere montato in modo da rispecchiare le preferenze dello spettatore (niente violenza, ma le parolacce vanno bene). L’aspirina e? quasi gratis, ma un’aspirina fatta su misura secondo il dna del paziente potrebbe costare parecchio. La personalizzazione richiede uno scambio continuo tra autore e consumatore: per questo e? impossibile da copiare.
- Interpretazione. C’e? una battuta che dice: il software e? gratis, il manuale costa diecimila dollari. Ma alcune aziende famose si guadagnano da vivere proprio cosi?: offrono assistenza a pagamento per software gratuiti. Molte informazioni genetiche seguiranno la stessa strada: avere la copia del proprio dna oggi costa caro, ma presto le aziende farmaceutiche pagheranno per avere la vostra sequenza genetica. La copia della sequenza sara? gratis, ma sapere interpretarla e usarla – cioe? avere il suo manuale genetico – costera? parecchio.
- Garanzia e certificazione. Si puo? anche scaricare un software senza pagarlo, ma anche senza il bisogno di un manuale bisogna assicurarsi che il programma sia affidabile. L’autenticita? garantita si paga. In rete si trovano molte registrazioni dei Grateful Dead , ma se si compra una canzone direttamente dalla band si avra? la certezza dell’autenticita?. I pittori affrontano questo problema da molto tempo e spesso le litografie e le foto hanno un marchio di autenticita? dell’artista, che fa salire il prezzo della copia. La filigrana digitale e altre tecnologie per l’autenticazione non riescono a impedire la riproduzione ma assicurano che la copia e? autentica. Il prodotto estetico di Keith Haring e? un segno facilmente imitabile. Ma non per questo privo di originalita?. Keith Haring acqusito? fama e quindi anche valore di mercato in conseguenza della iper–diffusione dei suoi segni (spessissimo senza nessun ritorno per l’autore) su muri, magliette, oggetti, ecc. Keith Haring era in fondo malvisto da critici e galleristi e mercanti d’arte perche? il valore della sua produzione aumentava a prescindere dalla loro mediazione. Piu? Keith Haring regalava disegni e apponeva gratis la propria firma, piu? il suo valore di mercato cresceva. Piu? ‘falsi’ Keith Haring circolavano, piu? cresceva il valore del vero Keith Haring.
- Mecenatismo. Ai fan piace ricompensare gli artisti, i musicisti e gli scrittori perche? cosi? entrano in contatto con i loro idoli. Ma sono disposti a pagare solo se il processo e? molto semplice, se la somma e? ragionevole e se hanno la certezza che i soldi finiranno direttamente nelle tasche degli autori. L’ultimo esperimento dei Radiohead e? un esempio perfetto: per scaricare il loro ultimo album potete pagare la cifra che vi sembra piu? giusta. Il sottile legame che unisce i fan e l’artista ha un valore. Nel caso dei Radiohead questo valore e? di circa 5 dollari a down¬load per l’album.
- Reperibilita?. Non e? una caratteristica delle singole opere, ma un valore legato all’insieme in cui sono raccolte. Un costo zero non contribuisce ad attirare l’attenzione su un’opera. Anzi, a volte puo? essere controproducente. Ma a prescindere dal prezzo, un’opera non ha valore se non e? visibile: un capolavoro nascosto non vale niente. Quando ci sono milioni di libri, di canzoni, di film, di cose (spesso gratis) che richiedono la nostra attenzione, trovare quello che stiamo cercando diventa fondamentale. Si pagheranno tantissimo gli aggregatori che permetteranno di applicare filtri molto accurati e permettere a chiunque di raggiungere il prodotto ricercato, dando suggerimenti e mostrando i comportamenti degli altri utenti. Amazon. O che ci permettera? di avere cio? che si cerca elaborando di volta in volta informazioni di gusto personali. Last.fm.
- Lusso. e? uno stile di vita e di comportamento che privilegia l’acquisto e/o il consumo di prodotti e oggetti, spesso superflui, destinati ad ornare il proprio corpo o la propria abitazione. La possibilita? di accedere al lusso da parte di pochi costituisce la maggiore attrattiva per l’accesso a tali consumi, a tale stile di vita: oggetti e stili di vita che diventano cosi? uno status symbol della posizione sociale (elevata) raggiunta. Il lusso si paga. Il lusso raccoglie elementi come il prestigio e l’unicita?, che per la loro limitatezza devono per forza essere pagati.
I grandi aggregatori come Amazon e Netflix hanno successo perche? aiutano le persone a trovare quello che gli piace di piu?. Sfruttano la teoria della coda lunga, che mette in contatto il pubblico di nicchia con gli autori di nicchia. Purtroppo, pero?, la coda lunga fa bene soprattutto agli aggregatori piu? grandi, come gli editori, gli studios e le etichette discografiche. Ma dato che per essere reperibili bisogna far parte di un sistema, gli autori hanno bisogno degli aggregatori.
Ecco perche? gli editori, gli studios e le etichette discografiche non spariranno mai. Non servono alla distribuzione delle copie (per quello c’e? gia? internet), ma indirizzano l’attenzione delle persone verso le opere, agiscono come dei filtri.
Partendo da un oceano infinito di possibilita?, le case discografiche hanno il compito di trovare e coltivare il lavoro di quegli artisti che, secondo loro, hanno piu? possibilita? di avere successo. Ci sono poi altri mediatori, come i critici e i recensori, che contribuiscono a orientare l’attenzione del pubblico. I fan si affidano a questa rete di reperibilita? per scoprire le cose piu? interessanti tra i milioni di opere prodotte ogni giorno. Si possono fare molti soldi scoprendo talenti: il settimanale Tv Guide ha guadagnato per anni piu? dei canali tv di cui consigliava i programmi.